Ulver (Utente)
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 2 Mesi, 1 Settimana fa
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Perchè in un forum universitario si parla tanto di elementari e poche parole (Grazie Sean e Fava) su quello che concerne noi??....
Io....Una "comunsita facinorosa",come forse direbbe qualcuno, conosco quello per cui protesto (nonostante sono STRUMENTALIZZATA...sto messa male) ....voi l avete letto il testo di questo fantomatico decreto? beh io si....Forse ho capito male come altre milioni di persone, ma quello che so è che ci saranno dei tagli enormi nei finanziamenti alle università e alla ricerca, e inoltre le università italiane saranno chiamate a scegliere se diventare o no fondazioni private...che significa??? innanzitutto un grandissimo aumento delle nostre tasse! ancora maggiore se la nostra università diventerà privata.... E secondo voi un operaio che guadagna 900 euro al mese potrà ancora permettersi di mandare il proprio figlio all'uni? Faccio male a pensare che quest'università post-decreto diventerà un privilegio di pochi?
Inoltre siamo già uno dei paesi che spende meno per la ricerca a livello europeo...quindi era giusto tagliare i fondi e numero di ricercatori.....logico no???
Mah....
Comunque non temete,nessuno vuole impedirvi di fare lezione....
E a chi ha scritto che a manifestare ci andiamo con le spranghe e i manganelli, rispondo che evidentemente non è mai stato ad una manifestazione.Forse qualcuno lo fa, ma non per questo bisogna generalizzare. Io credo in quello che faccio e in quello per cui lotto, e molti altri come me.
Vi lascio con quello che era scritto sul Centro sulla nostra assemblea.....(Non è successo "niente di strano"  :
Università D’Annunzio, la protesta non si ferma
Studenti e docenti: le lezioni vanno avanti, ma da oggi assemblea permanente
di Pietro Lambertini
PESCARA. Comincia con una brutta notizia l’assemblea dei mille studenti universitari: «Il Senato ha approvato la riforma Gelmini», annuncia Corrado Di Sante dei Giovani comunisti alla folla dell’aula magna. Ma la protesta degli studenti, dei ricercatori e dei docenti non si arresta. Pescara sceglie la linea «democratica», il blocco delle lezioni è scongiurato ma da oggi è assemblea permanente.
Alle 11,30 la massa degli studenti si raduna davanti all’a ula 19 dell’ateneo D’Annunzio. Ma questa stanza da duecento posti non ce la fa a contenere tutti. Lo capisce subito Bernardo Razzotti, preside della facoltà di Lingue e Letterature straniere, che invita l’esercito di studenti a trasferirsi nell’a ula magna dedicata all’economista Federico Caffè. Alle 12 la sala è gremita. In prima fila, intorno al preside della facoltà di Lingue e letterature straniere ci sono anche la presidente del corso di laurea Elisabetta Fazzini e Carlo Consavi, presidente del corso di laurea in Mediazione linguistica.
Seduti tra gli studenti anche i docenti Luciano Paesani (Storia del teatro) e Federico Bilò (Architettura). Il primo atto dell’assemblea è la lettura di un documento ufficiale che bolla la riforma come «nefasta», è il verbale del consiglio di facoltà di Lingue e letterature straniere. «Un Paese che soffoca la ricerca è semplicemente suicida», recita il verbale. «Senza ricerca si ferma ogni miglioramento di vivibilità dell’ambiente, della prevenzione e cura delle malattie, della conoscenza, di insegnare e di apprendere».
«Da anni», è l’accusa dei docenti della D’Annunzio, «l’università italiana si dibatte tra mille difficoltà, tanto più che una minima parte del Pil viene investita nella ricerca, al livello più basso degli standard europei e mondiali. Perfino i trecento milioni di euro dell’8 per mille destinati esclusivamente alla ricerca sono stati scippati a beneficio del risanamento di Alitalia. Il decreto Gelmini non solo esclude la ricerca dalle priorità del Paese ma addirittura riduce drasticamente la sua stessa sopravvivenza».
«Il consiglio di facoltà», così termina il verbale che mette studenti, ricercatori e docenti sullo stesso piano, «si unisce alla resistenza crescente nelle università sia contro la nefasta proposta del ministero sia contro lo scempio ai danni degli atenei italiani». La verità degli studenti è affidata, invece, a una lettera inviata al rettore Franco Cuccurullo per chiedere di «mobilitarsi» e far valere i diritti dell’università di Chieti-Pescara in possesso di bilanci sani: «L’ateneo è il più autonomo d’Italia, cioè ha una quota di entrate autonome intorno al 40 per cento».
Parla agli studenti Razzotti, chiede loro di non lasciarsi strumentalizzare e di non bloccare le lezioni ma non nasconde che «la situazione è drammatica». Il preside disegna il quadro di una università che perde colpi «da almeno dieci anni»: «Oggi però il degrado è forte», accusa, «la riforma Gelmini? Ma quale riforma, manca un progetto vero». A calcolare i danni del decreto ci pensa Matteo Gorilla, rappresentante degli studenti nel senato accademico: «Con la riforma Gelmini i tagli stimati per l’a teneo D’Annunzio sono di 22 milioni di euro in meno. Questo significa l’aumento delle tasse universitarie fino a 1.500 euro. Inoltre così si preclude agli studenti la strada di diventare ricercatori». Sono proprio i ricercatori, secondo lo studente, i più colpiti dalla riforma: «I tagli favoriscono la precarietà diffusa».
La rabbia degli studenti e del mondo accademico monta ma Pescara sceglie la linea morbida contro il progetto del governo: il preside chiede agli studenti di non fermare le lezioni perché, avverte, «sarebbe un danno culturale enorme. La protesta deve essere vissuta nell’ambito dello studio». L’assemblea dei mille studenti dice sì: alla D’Annunzio da oggi entra in vigore l’assemblea permanente con un presidio di studenti in corridoio pronto a sviscerare i punti critici del decreto Gelmini.
(30 ottobre 2008)
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Ultima Modifica: 2008/11/01 15:11 Da Ulver.
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 2 Mesi fa
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Ah per la cronaca, tornando alla questione della scuola elementare secondo la classifica OCSE risulta essere la prima d'europa e la quinta nel mondo..
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aio (Utente)
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 2 Mesi fa
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..il somaro a chi è riferito scusa..??
..ti pregherei il rispetto per le opinioni altrui, a maggior ragione se articolate e supportate..grazie..
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aio (Utente)
Matricola
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 2 Mesi fa
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"Somaro" riferito allo studente che va in piazza a protestare non sapendo nemmeno per che cosa
"Somaro" riferito allo studente strumentalizzato (sia da politici che da professori)
"Somaro" chi a Roma ha sfilato assieme ai centri sociali cercando lo scontro con l'estrema destra
Rispetto la tua posizione e dei tuoi colleghi, disprezzo l'ignoranza generale (e da qui il termine Somaro).
Voi siete fortunati, avete avuto l'opportunità di poter studiare dopo le superiori, questo grazie ai sacrifici dei vs genitori. Io purtroppo no, lo sto facendo ora a distanza di 10 anni, studiando di notte e lavorando di giorno (ma questa è un'altra questione)..
Avete una possibilità, non buttatela. Le vs proteste in piazza non serviranno secondo me. Io, sono sempre più convinto che siete strumentalizzati. STOP
Ciao a tutti
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 2 Mesi fa
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..l'ignoranza la odio anche io, e concordo con te nell'affermare che molti che scendono in piazza non sanno neanche su cosa verte la protesta..rimane il fatto che in una democrazia la protesta in piazza è un diritto, e non di certo un obbligo, la strumentalizzazione è un'arma della politica da qualsiasi lato si guardi, e su questo non vi è dubbio, ma l'"onda" è caratterizzata da persone non appartenenti a nessuna categoria politica..
..detto questo ti dico innanzitutto che io non sono sceso in piazza, ed in secondo luogo che so cosa significhi far sacrifici per studiare in quanto studente-lavoratore che si paga i suoi studi non potendo contare sui benefici economici di una famiglia modesta 
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aio (Utente)
Matricola
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 2 Mesi fa
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ok a parte le "nostre" modeste condizioni economiche, vorrei rilanciare il problema "tagli ai finanziamenti", ovvero: meglio (forse) tagliare i finanziamenti alle scuole rispetto alle banche!!
Attenzione: lavorando in uno studio di commercialisti sono il primo, vista l'esperienza, a dire che "LE BANCHE SONO I PIU' GRANDI LADRI" ma se lo Stato non gli va incontro chi sarà a rimetterci? Non certo il sig. Geronzi & C. (che hanno compensi milionari, fonte Sole24Ore) ma saranno, come sempre, i poveri risparmiatori o meglio la famiglia italiana che dopo molti sacrifici e risparmiando qualcosina ogni mese (magari per far studiare i figli) si vedono tutti i loro investimenti persi.
Con questa affermazione, NON voglio assolutamente giustificare i "probabili" aiuti alle banche ma vorrei guardare oltre..
vorrei guardare oltre le Alpi dove le Università ed in particolare i ricercatori sono finanziati/stipendiati dalle grande società farmaceutiche (vedi Germania), o da altri grandi gruppi.
Naturalmente, un "grande" finanziatore farebbe pressione sull'Università stessa perchè il figlio/parenti si laureassero con il pieno dei voti; ma non è così anche in Italia ora? Non ditemi di no per favore.
OK : avanti con le polimiche ora!!!
Ciao a tutti e buon w.e.
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 2 Mesi fa
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Spero tu stia scherzando..tagliare sulla scuola è un suicidio per uno stato in difficoltà come il nostro..
..le banche??..le banche dovrebbero imparare a far meno soldi..soprattutto se investe con i soldi dei risparmiatori..perchè se vuoi investire rischiando molto per incassare di più..beh lo fai con i soldi tuoi..soprattutto perchè in caso di crack..chi ci rimette sono solo i poveri risparmiatori..
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 1 Mese, 3 Settimane fa
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Non so se qualcuno di voi lo lesse, tempo fa scrissi un intervento sul rapporto (inesistente) tra studenti universitari e politici.
Sulla scorta della protesta che anima tutta l'Italia, sono tornato su questo forum, convinto di trovarlo pullulare di dibattiti su quanto accade. E invece niente o quasi.
Io credo che questo sia l'ennesimo chiaro sintomo di quello che è successo un po' in tutto l'ocidente: le persone non si sentono partecipi della realtà, ma clienti.
Nelle vostre discussioni voi parlate dell'università come se fosse una cosa esterna a voi, date delle opinioni più o meno ragionevoli o condivisibili, ma come farebbe il cliente di un supermercato all'help-desk.
Questo è sensazionale. La mercificazione di tutto ha fatto si che ogni rapporto sia vissuto in similitudine al rapporto cliente-fornitore. Per voi l'università è un fornitore, voi un cliente. Potete mettere bocca, al limite reclamare, ma non più di tanto. Non avete la consapevolezza che l'università E' VOSTRA! SIETE VOI!
E' questo il vero disastro culturale che stiamo vivendo.
Io non mi metto a emettere sentenze sulle riforma. Dico solo che sarebbe il caso di prendere coscienza e assumersi la responsabilità di ciò che è un nostro problema, che ci investe personalmente.
Credo sia un vostro problema se l'università (e la D'Annunzio in particolare....) non vi prepara nella maniera più assoluta a ciò che verrà dopo e voi restate a spasso, o no!?!?
E' possibile concepire ancora l'Università come uno studiare due libri e ripeterli???
Al di là degli sprechi, secondo voi una riforma può prospettare solo tagli senza indicare nessun altro genere di proposta di miglioramento? E' una riforma il tagliare tanto per tagliare?
Vi riguarda o no tutto questo???
Quand'è che si smetterà di essere spettatori dei fatti??
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len (Utente)
Dottore
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 1 Mese, 3 Settimane fa
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si primo vere, io lo lessi il tuo post...e ti posso dire che non siamo noi a "sentirci clienti" di un servizio, ma è che SIAMO trattati come tali.
Poi vorrei chiedere un cosa ad Aio:
posso anche essere d'accordo con te, la scuola italiana non eccelle in europa (tralasciando il fatto che per esempio in inghilterra si studiano 5 materie per anno a scelta dello studente che potrebbe anche fare economia domestica, cucito e PE)ma vorrei sapere...tagliando cosa si risolve?
per favore non nascondiamoci dietro un dito...è patetico tentare di giustificare tagli dovuti a mancanza di soldi (mangiati da chi?da grande voglio fare il portaborse...) con motivi che in realtà con l'educazione non hanno nulla a che vedere.
se fosse sbagliato il metodo di insegnamento bisognerebbe incentivarlo, modificarlo, non ridurlo all'osso.
per quanto riguarda le manifestazioni..ci sono sempre gli idioti, e questo si sa, ma ti prego di non generalizzare perchè la manifestazione è fatta per lo piu da persone che vogliono solo mostrare la loro opinione;
senza contare che le risse sono volute (altrimenti come si fa a screditare tanta disapprovazione)e non solo da nazi-fascisti;per farti un esempio ti cito quanto detto d Cossiga di recente :
Cosa fare per quanto riguarda le manifestazioni degli univesitari?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che… «Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti? «Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
e non continuo....
per il resto quoto Sean Bateman.
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 1 Mese, 3 Settimane fa
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Come sempre, la responsabilità è sempre degli altri...
Permettimi, vi trattano così, ok, ma voi vi approcciate così.
Basta vedere questo forum. Sul tema, con tutto quello che se ne dice, c'è a malapena un thread e i precedenti interventi sono in maggioranza di chi è preoccupatissimo di non seguire la sua lezioncina, ma nessuno si sente parte di una collettività, di un problema comune da affrontare insieme, anche con il proprio personale contributo. Ognuno porta avanti il suo esamuccio e chi se ne frega. Persino di fronte a questo subbuglio, non è venuta la voglia di dire "aspetta un po', fammi capire cosa sta succedendo?"
Voi siete trattati da clienti perchè voi vi comportate come clienti (singoli, per di più, neanche coalizzati).
A voi fa comodo, perchè non dovete fare nessuno sforzo di uscire dal vostro guscio individualista, a loro fa comodo perchè nessuno gli rompe le palle.
Ad esempio, una cosa che mi lascia esterefatto è come si faccia a non pretendere un insegnamento che prepari davvero al futuro, invece di studiare l'ennesimo librettello del cavolo che tra due mesi avrete dimenticato. Abbiamo un'università impostata come se tutti dovessero diventare opinionisti, analisti, filosofi dell'economia (parlo di quella facoltà perchè è quella che conosco, ma non credo che le altre siano molto diverse). Questi signori giocano con il vostro futuro (perchè poi sarete voi a sbattere il muso con le porte chiuse, mica loro...) e voi lo accettate serenamente. Come del resto ho fatto anch'io a suo tempo, pari pari, e me ne pento amaramente. Come ho fatto a essere così stupido? Eppure è semplice, basta vivere nell'idea che le cose non ci riguardano, e qui sono decenni (forse secoli?) che si diffonde questa convinzione. Le cose non si costruiscono, non si cambiano, al massimo si comprano oppure no... Che bello!!
Beh, credo sia il momento storico per capire che il giocattolino si è rotto.
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dani3la (Utente)
Moderatore
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 1 Mese, 3 Settimane fa
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Morale: quali sarebbero quindi per te le strategie da adottare per "far sentire la nostra voce?
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 1 Mese, 3 Settimane fa
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Per il momento rispondo brevemente, perchè ho poco tempo.
Per prima cosa ... AVERE UNA STRATEGIA!!
Può sembrare banale, ma non lo è affatto.
piccolo spunto: qualcuno di voi ha un'idea di quale sia il placement della vostra facoltà? Sarebbe logico pretendere che la facoltà ve ne informi o ci si deve iscrivere senza sapere se dopo si farà il disoccupato, il casellante o altro???
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len (Utente)
Dottore
Messaggi: 197
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 1 Mese, 3 Settimane fa
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Dan3la chiedeva quale fosse la strategia e tu hai risposto "la soluzione è avere una strategia"...non credo di aver capito.
ora tu puoi fare tutti i bei discorsi che vuoi, io so già che la mia facoltà è satura di studenti, che ci sono moltissimi laureati in psicologia e che la mia non sarà una carriera facile, ma è una mia scelta lo stesso; so che potenzialmente prendero una porta chiusa sul muso...ma non potrò dire di non averlo messo in conto; questo perchè no nè la mia univesità che deve dirmelo ma io che devo saperlo (pensi che un rettore venga a dirti "no ragazzi quest'anno non vi iscrivete...ne siete già troppi.
Finchè io pagherò per andare all'università io sarò un cliente e non c'è teoria idealista che tenga.
La collettività la vedi nelle strade tra le persone che manifestano, non puoi pretendere che un clima di rivolta sia rportato in un forum...cavolo per me queste manifestazioni sono importanti, mi danno speranza, la speranza che forse ci stiamo rendendo conto di qualcosa...perchè diamine deve esserci sempre qualcosa da ridire?
A me sinceramente pare che un minimo si stia cercando di farlo...che poi non ci si risolva niente è un altro conto..
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Re:Ma gli studenti della D'Annunzio? 1 Mese, 3 Settimane fa
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Pure per me quelle manifestazioni sono importanti. Io non pretendo nulla, constato solamente. E anche il forum è un indicatore, il tono degli interventi è un indicatore (ammesso che ce ne fosse stato bisogno..... la realtà è già sotto gli occhi di tutti).
Teorie idealiste... chiamare le cose così è un alibi grosso come una casa. Gandhi ha liberato l'India in mutande!!
Il punto è un altro, è che tutti ragionano come te, alla si salvi chi può. Tu rischi di tuo, ne sei consapevole, il problema è esclusivamente tuo. E siamo tutti felici.
Ma io ti chiedo non quanti posti ci sono dopo, ma se il percorso che stai facendo è minimamente adeguato al dopo. E' un'altra cosa. Un conto è avere una università che ti prepara bene ad una situazione difficile dopo. Un conto è che non ti prepari al dopo. Nel primo caso, sono cavoli del singolo correre o meno il rischio. Nel secondo caso non più, è un problema di tutti quello di non venire preparati adeguatamente. Non ti pare?
La mia risposta sulla strategia, paradossale se vuoi, è che prima di pensare a come far sentire la propria voce, bisognerebbe capire cosa si vuole dire con questa voce!
Se si avesse chiaro questo (cioè gli obiettivi o, più precisamente, la strategia) allora si potrebbe passare a parlare di tattica (cioè cosa fare per mettere in pratica la strategia). Per cui non ha senso chiedere come far sentire la voce se prima non si prende coscienza che:
1) ci sono dei problemi
2) quali sono questi problemi
3) questi problemi non sono solo miei
4) abbiamo delle soluzioni alternative serie, concrete e praticabili da proporre.
Beh, se si avesse questa forza, magari non cambi nulla lo stesso, però si metterebbe qualcuno in grosso imbarazzo...
Personalmente, comincerei da questo: convocare delle assemblee e formare dei gruppi di lavoro tra studenti per preparare un documento serio di riforma da sottoporre al consiglio di facoltà e a tutti gli organi di stampa, dando la disponibilità a lavorarci personalmente. Se qualche migliaio di studenti si muovesse così avrebbero poco da dire che sono strumentalizzati...
Ma per esserne un migliaio ci vorrebbero un migliaio di ragazzi che la smettano di fare gli anziani delusi e inizino a comprendere che la realtà dipende anche da loro e che abbiano la voglia di assumersi la responsabilità e la fatica che tutto questo comporta.
Io non lo vedo così impossibile, perchè sono ottimista sui giovani.
Tu, invece, sei ottimista per le manifestazioni, ma ripiegata su te stessa per il resto?
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