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Venerdì 6 luglio anche a Pescara il DOCUday Stampa E-mail
Scritto da Cristina   

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Il documentario sta finalmente iniziando a riscuotere un crescente entusiasmo da parte di un pubblico sempre più numeroso. Si tratta di un primo importante segnale che incoraggia quanti insistono sulla necessità di creare spazi concreti di diffusione per un genere cinematografico dallo straordinario valore culturale e sociale. Per questo venerdì 6 luglio l'Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese (Acma) partecipa per il terzo anno consecutivo alla quarta edizione di "DOCUday", la giornata nazionale per la promozione del film documentario promossa dall'associazione Documé. Leggi cosa c'è in programma e come fare a partecipare al Premio Emilio Lopez! Ingresso libero.

L'appuntamento è alle 21 presso il museo Vittoria Colonna, in pieno centro. Il primo documentario tratto dall'archivio Documé è "Filo di luce" di Michele Fasano.

Filo di Luce. Appunti per un film sul senso del luogo (56', digitale, colore, stereo, 2004). Regia: Michele Fasano.

Interpreti: Ramandeep Kaur, Guru Joga Singh, Fiorenzo Cauzzi, Jagdeep Singh, Rajinder Mavi, Mewa Singh, Suki Kaur, Mawi Ajmer Singh, Prem Kaur, Jaspal Singh, Himmat Singh, Verinder Kaur, Gurpreet Singh, Harpreet Kaur, Darshan Singh, Gurmeet Kaur, Jagirpal Singh,Harjeet Kaur, Harmanpal Singh, Amitpal Singh.

Fotografia: Michele Fasano;

Seconda camera: Sabrina Pogliani;

Montaggio: Michele Fasano;

Post-produzione del suono: Studio Arkì;

Musica: Daniele Furlati;

Locations: Luigi Ghisleri;

Intermediazione culturale: Prem Lal Raina;

Consulenza scientifica: Maria José Compiani (sociologa), Saverio Marchignoli (indologo);

Produzione: Sattva Films Production and School.

Raman è una bambina di dieci anni, indiana, di religione Sikh, arrivata in Italia quando ne aveva quattro al seguito di sua madre. Non ricorda nulla del Punjab, la terra d'origine del padre, emigrato in Pianura Padana sei anni prima della moglie, per lavorare come mungitore in cascina là dove una volta vivevano i contadini italiani ormai estinti. Raman è felice di vivere in campagna perché, come lei dice, le piacciono i "paesaggi silenziosi". Racconta, però, che dopo una vacanza in Punjab, dove aveva ripreso contatto con la terra del padre, è ritornata in Italia piena di domande... dando avvio ad un confronto tra la sua terra di origine e quella che la ospita e sente sua. Si reca, quindi, dal guru del tempio sikh di Vescovato in provincia di Cremona per cercare qualche risposta a tali quesiti. Dai racconti del guru emergono principi di rispetto per le altre culture, per le altre religioni e per la biodiversità della natura. La bambina scopre così, che già in precedenza, da sola, aveva fatto propri quei pensieri, senza saperlo, nell'ascolto silenzioso del paesaggio sonoro della campagna, come lei dice "quando le macchine si fermano", sullo sfondo del fiume Po e della campagna tra Cremona e Reggio Emilia.

Michele Fasano si è laureato in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) con una tesi in Estetica su La poetica di Andrej Tarkovskij presso l’Università di Bologna. È stato allievo di sceneggiatura e regia con Tonino Guerra, Suso Cecchi D’Amico, Fernando Solanas, Abbas Kiarostami. Regista e produttore indipendente ha realizzato diversi film. Dal 1998 promuove il Seminario d’Ideazione e Realizzazione di un Film, nell’ambito del quale ha prodotto diversi film, corti e medio metraggi, sui temi dell’intercultura e dell’immigrazione sceneggiati dai suoi allievi, poi pubblicati in in un cofanetto intitolato “Storie fuori Porta”. Nel 2005 fonda la SATTVA FILMS Production and School, una società a responsabilità limitata che intende sviluppare l’esperienza di produzione, creazione e formazione cinematografica pregressa ed allargare il proprio raggio d’azione a livello internazionale ed in particolare verso il Mediterraneo e l’India. Progetti in corso di realizzazione sono un seminario d’ideazione e realizzazione di un film (sesta edizione, Bologna, 2005/2006; e L’Albero della Vita (digitale, colore, 2006).

Il film documentario svolgerà una lettura finalmente unitaria dei contenuti sapienziali del pavimento musivo della Cattedrale d’Otranto, esposti nella loro complessità di lettura fino a giungere alle radici più profonde della sua verità, in esso esposta nuda sia delle contingenti ragioni del Potere, sia da quelle della Religione.

Al termine verrà proiettato ”L’uomo che inventò l’elicottero” di Fabio SANVITALE, il corto vincitore, per il settore Documentari, del  1° Festival di Corti e Documentari d’Abruzzo Premio Emilio Lopez Concorso per Cortometraggi e Documentari realizzati da filmakers di origine abruzzese e/o girati in Abruzzo. Tieni d'occhio il sito di Acma per scoprire quando uscirà il bando di concorso della seconda edizione, che partirà in grande stile a settembre sotto la direzione artistica di Massimo Facecchia!


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