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Partirà a metà novembre a Chieti la Stagione di Prosa del Teatro
Marrucino. Ma già ad ottobre gli spettatori potranno
assistere ad un "anticipo" di stagione: domenica 7 (ore 17.30) e lunedì
8 ottobre (ore 21.00) Remo Girone e Annamaria Guarnieri inaugureranno con "Lungo viaggio verso la notte" di Eugene O' Neil.
Sarà presentato in anteprima nazionale, fuori
abbonamento, "Lunga viaggio verso la notte" di Eugene O'Neill, con la
regia di Piero Maccarinelli.
Saranno protagonisti Remo Girone,
attore che da sempre gode di straordinaria popolarità tra il pubblico
sia teatrale che televisivo e cinematografico, e Annamaria Guarnieri,
anche lei grande interprete del teatro italiano.
Lungo viaggio
verso la notte fu scritto nel 1941 e messo in scena per la prima volta
al Teatro Reale di Stoccolma nel febbraio del 1956, tre anni dopo la
morte di O'Neill. Un testo di impressionante contemporaneità che
indaga la crisi della nostra epoca: l'ambizione e la sete di denaro
entrano in conflitto con l'affetto, i sentimenti e i legami di sangue. E' uno spettacolo che contiene tutti gli
elementi fondamentali della drammaturgia di O'Neill che con questo
testo decide finalmente di fare i conti con se stesso affrontando le
inquietudini e i fantasmi del suo passato.
Il lungo viaggio è quello della famiglia Tyrone – in realtà la famiglia dell'autore –
nella casa di campagna in Connecticut: i quattro personaggi (la madre,
il padre e i due figli) iniziano una serena conversazione che man mano
si trasforma con scambi di insulti, ricordi di tenerezze e di
ingiustizie, inattesi attimi di solidarietà e di abissi di odio, in un
viaggio verso il loro più profondo fallimento.
L' ingresso a teatro per gli studenti è ridotto:
- balconata 6 euro
- laterali 16 euro
- centrale 18 euro
- platea 24 euro
Chi è Eugene O'Neill?
Eugene Gladstone O'Neill (16 ottobre 1888 - 27 novembre 1953) è stato un drammaturgo statunitense, premio Nobel per la letteratura nel 1936 e figura fondamentale del teatro nordamericano. Prima di lui, infatti, il teatro, forse anche per l'ostracismo puritano
contro gli spettacoli, praticamente non esisteva. Così, in mancanza di
una tradizione nazionale, O'Neill attinse strumenti, tecniche, idee da
tutto il teatro europeo.
Usò e ricreò il coro e le maschere del teatro greco, le tecniche del melodramma e, soprattutto, quelle del realismo ibseniano, fuse con quelle dell'espressionismoJohan August Strindberg. Il suo fu il primo tentativo criticamente gli elementi di corruzione, disgregazione, alienazione della civiltà americana.
Figlio di un attore irlandese, O'Neill ebbe dimestichezza con la scena sin da bambino: correndo sotto un telone blu, faceva l'onda del Conte di Montecristo. Iscrittori all'Università di Princeton,
ne fu espulso dopo un anno; da allora fu un susseguirsi di avventure,
di contatti con gli uomini più diversi: cercatore d'oro in Honduras, marinaio sui mari del Sud, disoccupato sul fronte del porto di Buenos Aires, direttore di scena nella compagnia del padre, giornalista. Questa girandola di esperienze finì quando, malato di tubercolosi, dovette entrare in sanatorio. Qui scoprì la sua vocazione di scrittore e, dimesso, iniziò la produzione teatrale.
Nei Drammi marini fece rivivere gli uomini e le scene incontrati negli anni precedenti: marinai, prostitute, fuorilegge, vecchi vapori, bettole.
In viaggio per Cardiff (1916) fu un successo, Oltre l'orizzonte conquistò il premio Pulitzer nel 1920.
In questi e negli altri drammi più riusciti (come Imperatore Jones del 1920)
O'Neill trascese la sua forte ispirazione sociale proponendo la
drammatica parabola della stessa condizione umana: l'uomo è al mondo
per lottare e per essere sconfitto.
In Desiderio sotto gli olmi (1924),
con sinistra ironia, O'Neill fece a pezzi la filosofia americana del
successo e la sua mitica incarnazione: il pioniere fisicamente
gagliardo e moralmente sano.
Nelle opere successive, che durano a volte sei ore (Strano interludio del 1928, Il lutto si addice ad Elettra del 1931), subentrarono preoccupazioni metafisiche e religiose.
Ma negli ultimi anni O'Neill riprese la vena realistica, seppure in
chiave di approfondimento psicologico dei personaggi: tale è Lungo viaggio verso la notte, dettato nel 1940, rappresentato postumo, tutto imperniato su pochi personaggi ispirati alla propria famiglia (madre morfinomane, padre alcolizzato, il figlio, O'Neill stesso, tubercolotico).
La sua fama, già rinsaldata dal premio Nobel per la letteratura nel 1936, ricevette in America, dopo la sua morte, una consacrazione sospetta ma definitiva: due suoi lavori furono adattati ad operetta.
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