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Verrà predisposto un nuovo bando in favore della città di Pescara per la realizzazione della Casa dello Studente,
in quanto quello fatto per la città di Chieti ha avuto una sola
risposta da una società privata, l' Arco di Trani, perdendo così l' occasione per
rivitalizzare il proprio centro storico.
Il comune di Chieti non ha dato l' autorizzazione al cambio d' uso di destinazione alla suddetta società privata, proprietaria di un ex albergo a Chieti.
Ad
annunciarlo sono stati ieri mattina il presidente dell' Adsu,
Massimiliano Pignoli, e il dirigente della Regione Abruzzo per il
diritto allo studio Giancarlo Zappacosta. Pignoli ha evidenziato
che per realizzare la casa dello studente la Regione ha già stanziato
circa 500 mila euro per il triennio 2006-2008 ma che il bando era aperto anche al Comune.
«A
questo punto in uno dei prossimi consigli di amministrazione - ha detto
Pignoli - mi vedrò costretto a predisporre un nuovo bando in favore di
Pescara. Chieti ha perso una grande occasione».
Zappacosta dal
canto suo ha sottolineato come il Comune di Chieti «avrebbe potuto
adibire uno degli edifici dei tre ex Ipab che proprio la Regione ha
dismesso negli ultimi anni e che stanno andando in malora».
Ma
l'assessore comunale all' Urbanistica di Chieti, Valter De Cesare, ha
respinto le accuse del presidente dell' Azienda per il diritto agli
studi universitari. «Nel nostro Piano particolareggiato - spiega De
Cesare - l'edilizia universitaria è pienamente ammessa, ma se si tratta
di edifici di recente costruzione, come nel caso dell'ex albergo, si
può mantenere solo la destinazione attuale. A meno che non sia un
soggetto pubblico a chiedere il cambiamento di destinazione,
motivandolo congruamente in ordine a un interesse prevalente pubblico».
La «levata di scudi che c'é stata», secondo l'assessore «é del tutto
incomprensibile. E, comunque, l'Adsu non ha presentato un progetto in
tal senso».
De Cesare ha sostenuto che «una richiesta di variazione
di destinazione d'uso al Comune non è mai stata formulata», ma dalla
società Arco, proprietaria dell'ex albergo, è pervenuta solo «la
richiesta di un parere di massima».
Per quanto riguarda le
strutture ex Ipab, De Cesare ha sottolineato che «uno dei tre edifici è
gravato da molti debiti ed è stato di recente sottratto alla vendita
all'asta; per un altro è ancora in corso la procedura di acquisizione
della proprietà; mentre è da escludere che la Casa dello studente possa
trovare posto in un altro ex Ipab, ovvero il Principessa di Piemonte».
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