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E' il festival cinematografico internazionale più breve del mondo, va
in scena esclusivamente su internet, proietta solo cortissimometraggi
di sessanta secondi, nemmeno uno di più. Grazie al
passaparola della rete, riesce ad attrarre registi da ogni parte del
mondo, è frequentato da milioni di spettatori e propone minipellicole
interessanti e storie
quasi sempre originali che difficilmente annoiano.
L'idea è nata lo scorso anno dalla collaborazione tra un filmaker, John
Ketchum, e un esperto di new media, Sabaa Quao.
La prima edizione
l'hanno messa in piedi un po' per divertimento e un po' per
sperimentare la possibilità di promuovere la diffusione di una nuova
forma di cinematografia più vicina al linguaggio di internet: breve,
immediata, rapida. "Abbiamo raccolto un'antologia di opere che, pur
concentrando la sceneggiatura in 60 secondi, poi riuscivano a risuonare
ben al di fuori di questo limite temporale", spiega John Ketchum. Nel
2006 è stato un successo: in un mese hanno accolto nel loro cinema
virtuale (il biglietto è gratuito) un milione e 700mila persone di 50
nazioni diverse.
Il festival di quest'anno, che si è appena chiuso, è andato ancora
meglio: è cresciuta la platea (superati abbondantemente i due milioni
di ospiti) e sono aumentati i film in concorso. Agli organizzatori, via
mail, sono arrivati corti di autori dilettanti o semiprofessionisti
provenienti da 19 nazioni del sud e del nord del mondo, come Argentina,
Iran, Bulgaria, Giappone, Francia, Germania, Russia, Stati Uniti.
Filminute assegna tre Oscar: il lavoro cinematografico più cliccato,
quello che ha riscosso il maggior gradimento del pubblico e quello, più
importante, assegnato da una giuria internazionale di esperti composta
quest'anno dal poeta-scrittore Michael Ondaatje, autore del Paziente
Inglese, dal direttore dell'agenzia creativa Saatchi & Saatchi,
Kevin Roberts, dalla regista iraniana Samira Makmalbaf (vincitrice a
Cannes nel 2003), dall'autore di videoart giapponese Kenichi Kondo e
dal segretario generale della Federazione internazionale della stampa
cinematografica, Klaus Eder.
I giudici hanno premiato Game,
della bulgara Kristina Grozeva, che è stata anche l'opera più vista.
Il
riconoscimento del pubblico è andato invece all'indiano Missing, di Siddartha Jatla.
Questi corti si possono vedere su www.filminute. com/2007.
Vale la pena sottolineare che il protagonista di entrambi è giovanissimo.
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