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Debutta a Pescara, in anteprima nazionale, "Una trilogia di M.", scritto e diretto dal milanese Alessandro Mauri. Lo spettacolo andrà in scena la sera di venerdì 21 e sabato 22 dicembre (ore 21) e domenica 23 alle 17 al Piccolo Teatro Guascone di via dei Marsi 41 a Pescara.
testo vincitore del concorso nazionale Teatroteatro da
mangiare 2006 e premio della critica Oltreparola 2006.
La Trilogia parla delle menzogne che raccontiamo quando
l'amore supera il confine tra ragionevole e assurdo, tra
domestico e clinico, tra consapevole e allucinato. Un amore
apparentemente sacro, come quello tra un padre e una figlia,
o un amore morboso, a tratti lascivo, ma dolorosamente
tenero, riservato agli amanti.
Scritto e diretto da Alessandro Mauri, con Gloria Gulino e Loris Fabiani in scena, il testo è vincitore del concorso nazionale Teatroteatro da mangiare 2006 e premio della critica Oltreparola 2006. La Trilogia parla delle menzogne che raccontiamo quando l'amore supera il confine tra ragionevole e assurdo, tra domestico e clinico, tra consapevole e allucinato. Un amore apparentemente sacro, come quello tra un padre e una figlia, o un amore morboso, a tratti lascivo, ma dolorosamente tenero, riservato agli amanti. La scena è attraversata da un'atmosfera surrealista, in
cui gli elementi della vita quotidiana si deformano e trasformano sotto l'erosione costante della fantasia priva di freni, come in un quadro di Dalì; oppure perdono il concetto stesso di "oggetto" trasformandosi in puri agglomerati di colori e linee, come avviene nel neo-plasticismo di Mondrian. Una serie di paradossi che derivano direttamente dalla constatazione amara e tragica che l'amore, soprattutto se sincero, distrugge, consuma, travolge. Ma contemporaneamente avvicina al divino. Dalle note di regia: "Il punto di vista di una figlia. Il punto di vista di un padre. La sintesi dei due. Così si può riassumere la Trilogia. Ciascuno dei tre atti unici
parla di una finzione. Ciascuna finzione, alla fine, si svela. Nel finale del terzo e ultimo atto, al pubblico è data la chiave di lettura non solo di quell'ultimo lavoro, ma dell'opera nella sua interezza".
I tre atti unici si svolgono in luoghi diversi (una stazione, una casa di cura, una sala da pranzo), ma sono di fatto parti di una grande mistificazione, che fa affidamento sulla propensione all'ascolto e sulla credulità degli spettatori. Una finzione che è immagine riflessa del teatro stesso.
Gli attori che "metteranno in vita" la piece sono Gloria Gulino e Loris Fabiani, giovani talenti incontratisi tra le mura dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico" di Roma. Contemporaneamente attori e personaggi, costantemente in scena, costantemente soggetti a tensioni. Costruiranno di volta in volta lo spazio della rappresentazione con i pochi oggetti a loro disposizione: un tavolo, sgabelli di altezze diverse, stoviglie varie. Oggetti che, a supportare uno stile surreale, saranno il
più possibile desueti, quasi onirici, prodotto della lucida follia dei personaggi. Ciascuno di loro ha una dinamica emotiva precisa, che lo porta a nascondersi nel tentativo di svelarsi, a chiudersi nell'ansia di aprirsi, a combattere nella speranza di essere sconfitto.
Ingresso: 5 euro - E' preferibile la prenotazione (posti limitati) al tel. 338-9843760
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