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Il
tema proposto consisterà in un programma modulare di preistoria
strutturato in più ambienti e organizzato secondo diversi canali di
comunicazione: informazione scientifica da parte di guide
specializzate, esplorazione tattile di reperti materiali, ambientazioni
sonore ed olfattive.
Il progetto ha carattere sperimentale e si
configura come un laboratorio di idee e di soluzioni di una
sperimentazione espositiva accessibile, finalizzata alla progettazione
di musei e, più in generale, di servizi per il turismo attraverso
modalità di informazioni plurisensoriali.
All’ entrata della mostra,
i visitatori sono invitati a bendarsi, poi in piccoli gruppi di due o
tre persone si affidano ad una guida. Comincia così il percorso al
buio: si esplora con il tatto, si percepisce con l’ olfatto e con
l’ udito, sempre accompagnati da una guida che ha il compito di
prendersi in carico persone che improvvisamente risultano essere “non
vedenti”.
La mostra, il cui ingresso è gratuito, potrà essere
visitata dal 5 al 31 maggio, tutti i giorni. Il venerdì, il sabato e la
domenica, resterà aperta per l’intera giornata. Poiché si tratta di
percorsi guidati, si consiglia di prenotare la visita ai n. di tel. 085
3724264 (orario uffici) e 085 4549508 (ex Aurum).
“Vietato non toccare”
Un
cantiere aperto e sempre in movimento, in una parole Formazione.
Il
percorso museale tattile olfattivo Vietato non Toccare, è un
laboratorio finalizzato all’esemplificazione delle buone prassi da
adottare nella progettazione degli ambienti dedicati all’arte e alla
cultura.
Il progetto di Vietato non Toccare si pone come obiettivo
l’ abbattimento sia delle barriere architettoniche, modulando spazi
totalmente accessibili; sia alle barriere sensoriali, causa di
alterazione della percezione visiva, sia inoltre, delle barriere di
tipo emotivo, che fanno percepire gli ambienti insicuri, pericolosi e
faticosi.
Vietato non Toccare è un modo di pensare alla
progettazione in maniera innovativa, completamente universale, che ha
come modello di riferimento non una particolare tipologia di utenza ma
L’ UOMO e tutte le trasformazioni che durante l’ arco della vita si trova
ad affrontare.
All’ entrata della mostra, i visitatori sono invitati
a bendarsi, poi in piccoli gruppi di due o tre persone si affidano ad
una guida. Il termine affidare non è eccessivo, perché trovarsi
improvvisamente privi della vista ed entrare in un ambiente sconosciuto
comporta un forte carico emotivo, che viene superato grazie alla
preparazione delle guide.
Comincia così il percorso al buio: si
esplora con il tatto, si percepisce con l’olfatto e con l’udito, si
usano quindi quei sensi che crediamo normalmente di utilizzare, ma
subito ci si accorge di quanto in realtà essi siano gregari alla vista.
La prima reazione è quella di ripercorrere le strade della memoria per
cercare di capire, ma non tutto ciò che stiamo vedendo con le mani è a
noi conosciuto, e allora finalmente iniziamo ad utilizzare questi
nostri sensi sempre posseduti e così poco usati.
L’archeologia preistorica in Vietato non Toccare
L’archeologia
preistorica, ovvero l’ambito scientifico, all’interno del quale si è
mosso il percorso museale di Vietato non Toccare, si è dovuta
confrontare sia con la necessità di rendere fruibili ed accessibili le
problematiche ad essa connesse, sia con la volontà di dare un’immagine
esaustiva ed efficace di quelli che sono i suoi diversi ambiti di
ricerca, sperimentando percorsi e soluzioni del tutto nuove per gli
stessi addetti ai lavori.
La prima problematica affrontata è stata
quella relativa alla scelta degli oggetti da esplorare, naturalmente in
copia, fatti da sperimentatori che avendo come modello i pezzi
originali si sono preoccupati di riprodurli utilizzando quando
possibile, gli stessi materiali e soprattutto le stesse tecniche usate
dagli uomini nelle diverse fasi della preistoria.
L’intento che
muove Vietato non Toccare è quello di evitare una fruizione dedicata
dell’arte e della cultura ad singolo evento promovendo invece una nuova
cultura di un arte accessibile a tutte e a tutti in qualsiasi momento.
Deve essere accompagnata da una campagna di comunicazione accessibile quindi semplice, diretta e plurisensoriale.
Anche
la scelta di “Vietato non Toccare” assume caratteri di rottura della
tradizione: il suo claim si basa su un interferenza cognitiva che
ribalta un aspetto tipico della fruizione dell’arte “si prega di non
toccare”.
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