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Si chiama Gianfranco Continenza ed è il primo italiano a raggiungere la vetta dei dischi più venduti dalla prestigiosa etichetta Esc Records; senza contare che il suo cd “The past inside the Present” (marzo 2008) è rimasto nei primi tre posti delle classifiche della catena americana Tower Records per oltre 21 giorni. Torinese di nascita ma pescarese di adozione, il compositore continuerà il suo tour di presentazione sabato 6 settembre a Montesilvano, in piazza Diaz, in un concerto promosso dal Comune che inizierà alle 21.30 e sarà ad ingresso gratuito.
«In Abruzzo non esistono festival dedicati al fusion, e in Italia ve ne sono sporadici esempi – spiega il chitarrista Gianfranco Continenza – È un genere di jazz sperimentale, audace, che nel mio caso gioca prevalentemente su armonie parallele. La prima edizione di “Serata Fusion”, sabato prossimo, inaugurerà un nuovo modo di fare e ascoltare musica in regione».
L’album, registrato in Abruzzo e prodotto da Beppe “But” Botto, presenta dieci tracce strumentali eseguite insieme alla band che accompagna il chitarrista dal vivo, e cioè Maurizio Rolli al basso, Dante Melena alla batteria e Angelo Trabucco alle tastiere, con due (very) special guest: il sassofonista Bill Evans e il tastierista dei Tribal Tech Scott Kinsey. Gianfranco Continenza si è diplomato al G.I.T. (Guitar Institute of Technology) di Hollywood, studiando con prestigiosi artisti quali Joe Diorio, Don Mock e Scott Henderson. Dal 1998 dirige la Contemporary Music Academy in via dei Sabini, a Pescara. Nel 2007 ha progettato insieme al liutaio Fausto Fiorini (Jacoland) una chitarra che porta la sua firma, costruita con legni di acero, ebano e mogano. Subito dopo l’uscita di “The Past inside the Present” ha partecipato, sempre per la Esc Records, ad un cd tributo alla Mahvishnu Orchestra con il brano “One word” eseguito insieme a Mark Egan al basso, Alessandro Centofanti alle tastiere e Walter Martino alle percussioni.
Lo stile fusion coniuga stilemi tipici del jazz ad una strumentazione tipicamente rock, dove gli strumenti elettrici, le tastiere e la strumentazione elettronica in generale hanno un ruolo predominante nel determinare il suono. La contaminazione avviene anche a livello stilistico, sia nell'accompagnamento sia, più in generale, nella struttura del pezzo. Tra le formazioni che dopo gli anni Ottanta si cimentarono del nuovo genere, specie capeggiate da nomi famosi, come accade per gli Headhunters di Herbie Hancock, i Tribal Tech di Scott Henderson e Gary Willis, la Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin. I pionieri del jazz-rock italiano furono gli Area (1972), i Perigeo (1972) e i Napoli Centrale (1975). Tra gli artisti successivi che segnarono la "svolta" fusion in Italia: Roberto Gatto (1980), Gianluca Mosole (1985), Francesco Bruno (1987).
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